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Piergiorgio Bianchi
Il lavoro del filosofo
Ragione e politica in Galvano della Volpe
euro 20,00
euro 10,00
2007 - pag. 168 - 140 x 200 (mm)
978-88-89406-51-9 LUN 13
Della Volpe e' una figura centrale del Novecento
filosofico italiano. Staccatosi negli anni '30 dall’attualismo
gentiliano in cui si era formato, scopre il valore dell’esperienza
attraverso lo studio di Hume. Nel secondo dopoguerra approda al
marxismo, contribuendo al suo rinnovamento. Oggi la sua lettura di
Marx si presenta come uno dei contributi più innovativi del marxismo
italiano. Egli ha elaborato infatti un progetto teorico così forte
da suscitare, nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, una
discussione in cui si è profilata la possibilità di una lettura
scientifica di Marx, svincolata dal materialismo dialettico. Il
filosofo ha cercato di ridefinire, al di là delle contraddizioni
dello storicismo, la relazione tra le forme teoriche del marxismo e
le scelte politiche del partito. Il tema dell’autonomia della teoria
marxista dai suoi effetti politici si presenta come il grande
lascito della sua opera. Egli cerca in Marx le indicazioni
metodologiche che rendano possibile l'uso delle categorie del
Capitale. Per questo s'impegna a separare la dialettica scientifica
di Marx da quella speculativa di Hegel. Se c’e' un Hegel senza Marx,
e' perche' c’e' un Marx senza Hegel: un Marx che pone al centro della
sua analisi il funzionamento del sistema capitalistico. Oggi il
lavoro del filosofo non e' autoreferenziale, ma si pone in relazione
alla pluralità del molteplice. La costruzione teorica e' un versante
di questo lavoro. All'altro capo del filo c’è la contingenza
politica. Più contingenza avvolge il filo, piu' mondo sara' in grado
di dis-spiegare. Una teoria tiene in quanto e' capace di relazionarsi
a un'etica ed e' in grado di elaborare una politica, non per
confondersi col mondo plurale dei soggetti, ma per avvolgerlo. Solo
nelle reti di un pensiero strutturato potra' allora emergere, come un
pesce dorato, l'oggetto che causa il funzionamento della realta'
sociale. Gli effetti di questo affiorare della verita' (alètheia)
sono ancora da scoprire.
Piergiorgio Bianchi si e' laureato in
Filosofia e in Storia presso l'Università di Genova. Ha pubblicato
alcuni articoli su «Marx centouno» e «Alternative». Membro della
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi dal 1995, ha unito l'interesse
originario per il marxismo a quello più recente per la psicoanalisi
in alcuni articoli e nel saggio Marx e Lacan (Graphos, Genova 1999).
Attualmente scrive per la rivista di antropologia filosofica «L'art
du comprendre», sulla quale sono usciti lavori su Lacan e sul
pragmatismo. |